Escher a Milano: la mostra al Palazzo Reale

Escher a Milano: la mostra al Palazzo Reale

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In occasione della mostra di Escher a Milano al Palazzo Reale, ho potuto finalmente apprezzare e comprendere l’artista che con le sue opere e studi ha incantato la fantasia dei grafici, la mente degli scienziati e influito su moltissimi artisti.

Oggi vorrei parlarvi di lui e raccontarvi il mio viaggio tra le sue prospettive magiche ed illusioni ottiche.

Ma chi è Escher?

Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è un incisore e grafico olandese che occupa un ruolo speciale nella storia dell’arte grazie alla sua importante ricerca “intellettuale” sorretta dal calcolo matematico e la capacità contemplativa.

Come ogni buon artista che si rispetti, fa un viaggio in Italia per studiare i capolavori del passato e si innamora del bel paese tanto da decidere di trasferirsi a Roma e metter su famiglia. In questo periodo realizza numerosi schizzi paesaggistici, ispirati particolarmente alle architetture dei paesi del Meridione.

La guerra lo allontana dall’Italia, vive prima in Svizzera e in Belgio e poi si trasferisce in Olanda, e da qui inizia il suo periodo artistico più prolifico e importante: abbandona la riproduzione della realtà e si dedica appieno alla rappresentazione del suo mondo interiore.

Le sue opere generate da forme geometriche e curiose simmetrie  sono luoghi enigmatici che inducono a moti senza fine. Le sue distorsioni spaziali sono capaci di creare mondi alternativi che ingannano l’osservatore suscitandogli diversi interrogativi: cosa è vero, cosa invece è apparenza?

 

Maurits Cornelis Escher Giorno e notte Febbraio 1938 Xilografia, 39,1x67,7 cm Collezione Giudiceandrea Federico All M.C. Escher works © 2016 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com
Maurits Cornelis Escher – Giorno e notte (1938)

 

Escher a Milano: la mostra al Palazzo Reale

La mostra di Escher a cui ho partecipato a Milano è divisa in 6 sezioni che scandiscono sapientemente i diversi ambiti e studi in cui l’artista si è cimentato nella sua carriera.

Una prima sezione pone in risalto il rapporto di Escher con l’Art Nouveau: uno degli elementi distintivi del suo stile iniziale è la componente liberty che susciterà in lui il grande interesse per la tassellazione o divisione regolare del piano.

La seconda parte di questa sezione è invece dedicata al suo periodo italiano dove Escher viene confrontato con alcuni artisti contemporanei, dall’avanguardia futurista, al richiamo del simbolismo e del divisionismo.

Passando per una secondo segmento della mostra dedicato agli studi delle decorazioni dell’Alhambra (il palazzo di Granada simbolo supremo dell’arte andalusa) e della città di Cordova, si arriva nella sala che raccoglie le sue incisioni con soggetto le superfici riflettenti, tra cui la famosissima sfera con autoritratto (copertina della mostra).

 

Escher-Mano-con-sfera-riflettente

Maurits Cornelis Escher – Mano con sfera riflettente (1935)

 

La quarta sezione prende il nome dall’opera principale che contiene: Metamorfosi (1940), uno dei capolavori assoluti nella produzione di Escher.

L’opera rappresenta una sorta di riassunto delle sue opere: ricca di richiami alla geometria è una splendida storia in cui tutti i soggetti rappresentati si trasformano rapidamente in un qualcosa d’altro, in un continuo processo di mutazione. Inizia e si conclude con la parola Metamorfosi, passando dalle lucertole alle api, ai colibrì, dai pesci al paesaggio urbano.

Osservare questa litografia è un’esperienza unica… credeteci!  È lunga circa 4 metri e  ho impiegato diversi minuti per coglierne tutti i dettagli.

 

Maurits Cornelis Escher – Metamorfosi (1940)

 

La quinta sezione della mostra è dedicata ai paradossi geometrici ed è sicuramente quella più divertente: i soggetti delle opere mandano in confusione gli occhi grazie alle scale che si intrecciano, pavimenti che si trasformano in soffitti e salite che diventano discese. 

 

 

L’opera che più mi ha colpito è Gallerie di stampe (1956), un esempio utile e divertente per descrivere l’Effetto Droste: un artificio visivo che si serve di immagini “ricorsive”, ovvero quelle che ripetono la loro stessa immagine nel loro interno, che a sua volta conterranno una versione ancora più ridotta della stessa, e così via…

Insomma… è un enigma solo a descriverlo Sicuramente è più facile da comprendere se si vede dal vivo, oppure guardando il video che ho realizzato !

 

Viaggiando in un quadro di #Escher #eschermilano #escherinmostra 

Un video pubblicato da Il Recupero del Colore (@ilrecuperodelcolore) in data:

L’ultima sezione della mostra si sofferma sulle attività “quotidiane” di Escher, quelle indirizzate più a soddisfare le esigenze del committente che gli interessi della sua ricerca artistica personale.

Sono raccolti quinti una serie di prodotti con la sua firma, tra cui: copertine di libri e dischi, biglietti da visita, scatole da regalo e francobolli. Anche se sono opere più commerciali, ma non per questo minori, non tradiscono mai la sua arte: affrontano i diversi temi in modo originale e ovviamente riconoscibile.

A termine della sala sono presenti diversi video, poster e gadget che evidenziano l’influenza di Escher ai giorni nostri: dal cinema alla musica, fino ad arrivare ai fumetti.

Un modo diretto per far capire quanto l’Eschermania sia viva tutt’ora.

Lo sapevi che Escher…

  • L’opera metamorfosi è considerata una delle lixografie a colori più lunghe mai realizzate
  • Il motivo del pavimento della sua casa a Roma è stata disegnato proprio da lui
  • Le sue opere sono state tanto amate dagli hippies, le associavano agli effetti psichedelici e allucinogeni delle sostanze stupefacenti
  • Concesse l’uso di una sua litografia ai Pink Floyd per la cover di On the run
  • L’opera Gallerie di stampe costruita su una prospettiva ellittica è rimasta incompiuta… Escher non è riuscito a chiuderla in centro!

Da Escher non si esce

“Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?” M. Escher

Ho osservato le sue opere e ho provato a rispondere al suo quesito… Che dire? Escher mi ha proprio tolto questa sicurezza!

Se volete perdervi anche voi in questo grande interrogativo… Andate subito alla mostra al Palazzo Reale, avete tempo fino al 22 Gennaio 2017 (prorogata fino al 29 gennaio).

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Web designer e pittore

La mia passione è il Colore. Di giorno lo catturo nella quotidianità e la sera lo ritrovo nei miei quadri, nelle mie foto e nella forma che mi accoglie

2 risposte

  1. Bellissimo post.
    Avevo visto la mostra di Escher a Treviso e mi era piaciuta tantissimo 😀

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