Sculture Lego: The Art of the Brick

Sculture Lego: The Art of the Brick

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Il Lego? Chi non c’ha mai giocato? Sfido io a trovare una persona che non abbia mai preso in mano quei famosi mattoncini colorati e abbia provato a districarsi tra costruzioni fantasiose e sculture di plastica.

Il Lego ha accompagnato la mia infanzia ed è stato sicuramente uno dei miei giocattoli preferiti perchè unisce creatività, logica e inventiva. Ho sempre pensato che a suo modo, quella della costruzione lego, potesse essere anche un’espressione artistica: d’altronde è un gioco che combina le forme con i colori e che continuamente ti fa viaggiare con la fantasia. Ho trovato conferma visitando la mostra “The Art of the Brick” a Milano alla Fabbrica del Vapore e in questo post vorrei raccontarvelo.

 

Sculture Lego: gioco, passione, arte e professione

Un gioco per piccini? Anche no! Il lego è stato creato per lo svago dei piccoli – sicuramente – ma gli appassionati sono anche gli adulti, i “grandi”: quei genitori che lo regalano ai figli e che dopo aver estratto tutti i mattoncini dalla scatola e soprattutto aver messo a letto i piccoli, si fanno prendere dalla smania e finiscono a giocarci da soli sul tappeto di casa fino a tarda notte.

Chissà se è nata così la passione di Nathan Sawaya: un “grande” che ha trasformato la sua passione per il lego in un lavoro, anzi… in una forma d’arte.

L’artista è un americano, un avvocato che un giorno decise di abbandonare la sua professione da legale per dedicarsi a tempo pieno a quella di artista di mattoncini in Lego.

Le sue prime sculture lego risalgono al 2004 ma è dopo la prima esibizione personale del 2007 che le sue costruzioni cominciano ad avere successo e a girare il mondo.

A oggi le sue opere sono già parte di alcune collezioni di arte contemporanea famose: il suo ingegno e la sua intuizione l’hanno fatto diventare uno tra più famosi e premiati artisti contemporanei.

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Sculture Lego: le opere di Sawaya in mostra

“Crea ciò che vedi. Crea ciò che senti. Crea ciò che non hai mai visto. Semplicemente, crea!” N. Sawaya

Sawaya è ispirato dal mondo: realizza ciò che lo fa sognare, vivere e amare e invita a tutti di fare lo stesso.

Ma come sono le sue opere?
Ho potuto guardarle dal vivo alla mostra The Art of the Brick, censita dalla CNN come una delle 10 mostre al mondo da vedere.

La prima parte dell’esposizione è dedicata alla storia dell’artista: videointervista, schizzi a matita, tavole dei progetti dei suoi lavori e qualche scultura che più rappresenta la sua ricerca artistica.

Proseguendo è possibile osservare la raccolta di riproduzione in Lego dei grandi capolavori pittorici e architettonici della storia dell’arte: L’urlo di Munch, La Gioconda, Il bacio di Klimt, la Venere di Milo, Il Partenone e tantissimi altri…

Passando per i ritratti di personaggi illustri e la riproduzione di un gigantesco T-Rex che tocca il soffitto, si arriva alla stanza più interessante, quella dedicata alla figura umana, dove luci e ombre ingannano la prospettiva e lasciano lo spettatore a bocca aperta e col pensiero nella testa: ma come ha fatto ha farlo con del semplice Lego?

 

Sculture Lego: Recensione The Art of the Brick

La mostra The Art of the Brick è stata divertente, ovviamente è un genere che consiglio più a famiglie e a giovani coppie, meno a intellettualoidi con la puzza sotto il naso (artisticamente parlando) 😀

Alcune sculture le ho trovate davvero impressionanti – soprattutto perché ha utilizzato un mezzo artistico insolito come il Lego. Credo comunque che la cosa più bella e toccante sia il messaggio lanciato dall’artista in modo esplicito, quello di credere ai propri sogni… lui ce l’ha fatta!

I sogni si realizzano un mattoncino alla volta!  Nathan Sawaya

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L’allestimento di The art of the Brick Milano rimarrà aperto al pubblico fino al 29 gennaio 2017 alla Fabbrica del Vapore di Milano.

Informazioni e contatti: artofthebrick.it

 

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Web designer e pittore

La mia passione è il Colore. Di giorno lo catturo nella quotidianità e la sera lo ritrovo nei miei quadri, nelle mie foto e nella forma che mi accoglie

Una risposta

  1. […] Tra tutte le opere sono rimasta estasiata dall’Urlo di Munch e dalla Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, due quadri a cui sono particolarmente legata e di cui mi è – inevitabilmente – piaciuta anche questa versione. Vi consiglio di andarla a vedere. A Milano sarà possibile fino al 29 gennaio. Vi giuro che se l’avessi vista prima, con quella scatola tutta rosa ovale, colma di lego, ci avrei creato un mondo. Per tutte le informazioni sulla mostra The Art of the Brick leggete questo articolo. […]

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