Street art di Roma

Street art di Roma

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Roma è un museo a cielo aperto, una città dalle mille bellezze, dalla storia antica e dai monumenti pieni di fascino. Passeggiare tra i suoi vicoli e le sue piazze è un piacere, attraversare i suoi ponti durante l’ora del tramonto è un’esperienza unica. Ma Roma non è solo questo.

Street art di Roma: sulle orme dell’arte urbana tra i quartieri della città

Negli ultimi anni l’arte di Roma sembra essere uscita dai musei e dalle classiche attrazioni turistiche ed essersi spinta, a volte lanciata, anche in strada: ultimamente tantissimi artisti, sia italiani che internazionali, hanno ri-coperto i muri della città con la loro street art, dando vita a opere sensazionali.

Pensate che ormai sono ben 13 i municipi coinvolti e che si contano circa 330 opere di streetart sparse in tutta la città. Certo la fugacità delle opere dei nuovi pittori dell’arte moderna è inestimabile: muri che un giorno si presentano come tele bianche e accolgono la street art con i suoi colori forti, il giorno dopo possono svanire tra smog, vandali e una legittimità ancora dubbia (veramente la street art è una nuova forma di arte moderna?), ma la meraviglia di vedere la periferia trasformata in opera d’arte è tanta.

C’è addirittura chi – l’Arttribune – ha definito Roma come la capitale europea della street art, sia per la quantità che per la qualità delle sue opere, ma soprattutto per la vena sociale che ne emerge, visto che si richiede sempre di più un coinvolgimento da parte degli stessi cittadini per riqualificare i quartieri più malandati.

Se sei curioso di vedere con i tuoi occhi di cosa sto parlando puoi programmare una passeggiata alternativa tra la street art dei vari quartieri di Roma. Io mi sono concentrata sulle mie zone preferite.

Street art di Roma a San Lorenzo, il quartiere universitario

È proprio dove ogni giorno scorrono veloci tantissimi universitari e dove di sera i locali più alternativi alzano le loro saracinesche che nasce uno dei punti caldi della street art romana. È il quartiere di San Lorenzo e per cominciare il tour dedicato all’arte urbana bisogna dirigersi in via dei Sabelli, dove Alice, raffigurando bambini che giocano e scene di vita in città, colora con uno stile tutto onirico il perimetro di un’ex-caserma.

In via dei Sardi la polemica sociale si fa sentire: tante donne bianche tutte uguali si tendono la mano e vanno incontro al femminicidio. Al di sotto del cavalcavia dello Scalo di San Lorenzo c’è il timido e triste ragazzo con le mani al viso di Borondo. Si conclude con via degli Aurunci e il suo murale anonimo.

femminicidio

Street art di Roma al Quadraro

Chi vive a Roma lo sa bene: un tempo il Quadraro era una borgata di periferia nemmeno vista tanto bene dal resto della città. Oggi ha trovato il suo riscatto e la sua rinascita con il progetto di Davi Daivù Vecchiato e il M.U.Ro. (Museo Urbano di Roma): il giovane street artist mira all’aiuto di colleghi famosi e gente di quartiere per dare un nuovo volto alla zona. La chiama riqualificazione e visto il lavoro fatto nella fermata della metropolitana Quadraro-Porta Furba – da cui vi consiglio di iniziare il vostro tour nella street art del Quadraro – capiamo il perché.

Per proseguire dirigetevi in via dei Lentulli dove tra tutti emerge l’opera dell’artista kazaza Dilkabear e dell’italiano Petrangeli (una bimba con i codini pensierosa);  a vicolo dell’Acquedotto Felice, con il suo Totò poco umanoide; in via del Monte del Grando, e in via Serbelloni con le sue bellissime gigantografie.

Significativa e abbastanza tardiva è l’opera Nido di vespe di Lucamaleonte, creata in memoria del rastrellamento del Quadraro nel 1944, quando il quartiere dall’anima antifascista era chiamato dai tedeschi proprio nido di vespe.

Street art di Roma a Ostiense e zone limitrofe

Come nel caso del Quadraro, anche per il quartiere Ostiense di Roma alle spalle del rinnovamento urbano – che qui si sente da più tempo in modo più deciso – c’è un progetto. Si chiama Ostiense Discrict e annovera sotto di se tanti e diversi artisti di fama mondiale che nell’atmosfera post industriale possono trovare spazio per la loro creatività.

I murales si trovano soprattutto nel tratto di via Ostiense, tra Piramide e San Paolo, e in alcune vie laterali come via del Gazometro e via del Porto Fluviale. Proprio in via del Porto Fluviale, sui muri di un ex magazzino militare ora casa occupata, c’è l’opera gigantesca dell’artista italiano Blu, famoso per le sue opere anticapitaliste, un arcobaleno di volti multicolore dall’espressione non troppo serena.

Si prosegue con il Nuotatore e il suo forte senso di libertà di Agostino Iacurci, per perdersi lì dove inizia il Wall of Fame in via dei Magazzini Generali: 60 metri di rosso fiammante con le faccione di personaggi famosi firmati JB Rock, contro il blu intenso del marciapiede opposto dove Sten e Lex ci regalano un black and white power di musi comuni.

Ultima tappa: via Libetta e via del Cavalcavia Spizzichino. Mentre entrando in un altro quartiere, il Testaccio, si incontra la Lupa, simbolo indiscusso di Roma,  omaggio dell’artista belga ROA, una figura di oltre 20 metri che domina la strada che ospita sia il nuovo Mercato di Testaccio che il Macro, al centro di tante controversie all’inizio della sua creazione.

La street art di ROA a Roma
La street art di ROA a Roma
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Viaggiatrice maniacale che ama fotografare porte, con un debole per il Colore

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